LEXAMBIENTE 
Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'ambiente 
Rivista classificata scientifica e di classe A per l'area 12 da Anvur - ISSN  2612-2113

 

                                                                                                       

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Problems and prospects of "extended" confiscation in environmental criminal law

 

di Chiara TULLII

Pubblicato nel n. 1\2026
Lo scritto è stato sottoposto, in forma anonima a blind peer review

 

Abstract. La confisca “allargata”, disciplinata dall’art. 240 bis c.p., è uno degli strumenti di aggressione patrimoniale più incisivi del nostro ordinamento. Nata come arma per contrastare la criminalità organizzata di stampo mafioso, la sua applicazione è stata progressivamente estesa anche a delitti avulsi da questa finendo per ricomprendere anche (alcuni) ecodelitti. Tale estensione a “macchia d’olio” dell’ambito applicativo della misura, in uno con l’interpretazione estensiva adottata dalla giurisprudenza con riferimento a taluni dei suoi presupposti applicativi, rischia di generare alcuni problemi di irragionevolezza della misura. A tali problemi sono dedicate le considerazioni che seguono.

Abstract. “Extended” confiscation, governed by art. 240 bis c.p., is one of the most incisive asset-forfeiture instruments in our legal system. Originally conceived as a weapon to combat mafia-style organized crime, its application has been progressively extended to offenses unrelated to it, ultimately encompassing (certain) eco-crimes as well. This “oil-slick” expansion of the measure's scope of application, coupled with the broad interpretation adopted by case law regarding some of its statutory requirements, risks generating issues of unreasonableness. The following considerations are dedicated to these issues.

Parole chiave: Confisca “allargata”, ecodelitti.

 

Key words: “Extended” confiscation, environmental crimes

 

 

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visualizza nel fascicolo n. 1/2026