LEXAMBIENTE 
Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'ambiente 
Rivista classificata scientifica e di classe A per l'area 12 da Anvur - ISSN  2612-2113

 

                                                                                                       

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Pubblicato nel n. 1\2026
Lo scritto è stato sottoposto, in forma anonima a blind peer review

 

Abstract. Il legislatore con il d. l. n. 116/2025, convertito dalla l. n. 147/2025, ha modificato alcune fattispecie criminose del Testo Unico dell’Ambiente e del codice penale prevedendo un aggravamento di pena quando il fatto è posto in essere in siti contaminati o potenzialmente contaminati. Per l’individuazione di tali aree il legislatore si limita a rinviare agli articoli 240 e seguenti del codice dell’ambiente; si tratta, però, di norme emanate per le operazioni di bonifica e non utilizzabili per l’identificazione dei siti contaminati. Il contributo, dopo aver dimostrato che le modifiche legislative sui siti contaminati vanno qualificate nei termini di circostanze aggravanti e non di fattispecie autonome di reato, affronta la questione della loro imputazione nell’ambito delle figure criminose di pericolo astratto. L’indagine si fa carico di evidenziare come il corretto riconoscimento del sito contaminato rappresenti un elemento essenziale per l’applicabilità dell’aggravamento di pena; in tale ottica vengono ipotizzati strumenti funzionali a colmare la lacuna legislativa valorizzando, da un lato, il censimento dei siti come richiesto dalla Direttiva (UE) 2025/2360 e, dall’altro, implementando le procedure attualmente in vigore in tema di bonifica dei siti contaminati. Sotto altri profili l’individuazione e il censimento dei siti contaminati evitano il rischio per la collettività di vivere in aree altamente inquinate.

Abstract. By Decree-Law No. 116/2025, converted into Law No. 147/2025, the legislature amended certain criminal offences under the Consolidated Environmental Act and the Criminal Code, providing for an increase in the penalty where the offence is committed on contaminated or potentially contaminated sites. To identify such areas, the legislature merely refers to Articles 240 et seq. of the Environmental Code; however, these are provisions enacted for remediation operations and cannot be used to identify contaminated sites. Having demonstrated that the legislative amendments concerning contaminated sites should be classified as aggravating circumstances rather than as separate criminal offences, this paper addresses the issue of their application within the framework of criminal offences involving abstract danger. The study sets out to highlight how the correct identification of a contaminated site is an essential element for the applicability of the increased penalty; with this in mind, practical measures are proposed to address the legislative gap by, on the one hand, prioritising the inventory of sites as required by Directive (EU) 2025/2360 and, on the other, implementing the procedures currently in force regarding the remediation of contaminated sites. From other perspectives, the identification and registration of contaminated sites prevent the risk to the community of living in highly polluted areas.

Parole chiave: Siti contaminati, individuazione, censimento, informazione, aggravamento sanzionatorio, imputazione.

 

Key words: Contaminated sites, identification, survey, information, increased penalties, prosecution

 

 

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visualizza nel fascicolo n. 1/2026